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La
fava larga di Leonforte, conosciuta anche come fava turca, è coltivata
attualmente a Leonforte e nei territori dei comuni limitrofi di Nissoria,
Assoro, Enna e Calascibetta, su una superficie di circa 60 - 80 Ha.
E'
una leguminosa caratterizzata dalla facilità di cottura, dal gusto
particolare e dalla grossezza dei singoli semi.
Viene
utilizzata sia allo fresco che allo stato secco. Viene coltivato su
piccoli appezzamenti con un processo produttivo arcaico, manualmente e
senza alcun ricorso all'uso di prodotti chimici di sintesi.
Il
prodotto fresco lo si ottiene già a fine marzo inizi di aprile; quello
secco è pronto a metà luglio.
Con
il prodotto fresco si prepara la "frittedda",
dal gusto incomparabile; le fave secche, oltre che bollite
con aromi, vengono utilizzate per la praparazione del "maccu".
Il
prodotto fresco lo si ottiene già a fine marzo inizi di aprile; quello
secco è pronto a metà luglio.
La
semina avviene di norma a novembre con la messa a dimora dei semi. Alla
emergenza delle piantine e fino alla raccolta vengono eseguite delle
rincalzature con la zappa. A fine maggio avviene l'estirpazione delle
singole piante, l'essicazione in campo e quindi il trasporto nell'aia e
la trebbiatura. In magazzino, successivamente, avviene la selezione.
Tutto rigorosamente a mano.
Nel
luglio del 2000, su iniziativa dello Spotello Unico del Comune di
Leonforte, è stato costituito un Comitato promotore al quale hanno
aderito la società Cornsortile "Rocca di Cerere", la
Provincia Regionale di Enna, la SOAT n. 48, i Comuni di Nissoria e di
Assoro, le sezioni leonfortesi della Coldiretti, della Confagricoltura e
della C.I.A. Tra gli obiettivi che il Comitato si propone vi sono quelli
per il monitoraggio del territorio, l'individuazione dell'ecotipo, la
promozione del prodotto mediante la partecipazione a fiere nazionali e
mercati (grande successo ha avuto la fava alle recenti fiere di Slow
Food di Torino e MediAL di Palermo). Il tutto per arrivare a
definire l'indicazione geografica protetta (I.G.P.).
E'
inoltre allo studio un protocollo d'intesa tra la Provincia, il Comune
di Leonforte, la Società "Rocca di Cerere", la Sezione
Operativa n.48 e l'Università di Catania per giungere ad iscrivere la
fava di Leonforte al Registro delle Varietà.
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